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I dei vantaggi degli impianti dentali

Gli impianti Zimmer - Prima parte

Gli impianti Zimmer - Seconda parte

impianto

Cos'è l'implantologia?

E' una branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti con radici artificiali prevalentemente in titanio, ancorate nell’osso. Gli impianti possono sostituire un dente singolo (corona su impianto), un gruppo di denti ravvicinati (ponte su impianti), un intera arcata dentaria oppure possono servire a stabilizzare una protesi totale (dentiera) sia in arcata superiore che inferiore.

Il nostro studio si avvale delle più moderne tecnologie tac e modelli 3d

 

tac3d

Qual è la percentuale di successo dell’implantologia?

Oggi la percentuale di successo di un intervento di implantologia cioè l’osteointegrazione (la formazione di osso intorno alla superficie in titanio di un impianto) è maggiore al 95-98%. Le ricerche internazionali evidenziano che i forti fumatori (oltre dieci sigarette al dì) presentano percentuali di successo molto inferiori.
Per mantenere la salute degli impianti a lungo termine i pazienti dovranno presentarsi ad almeno due controlli l’anno, eseguire una corretta igiene orale domiciliare e sottoporsi a igiene orale professionale una- due volte l’anno.

Quali sono i vantaggi:

  • Coadiuvata da trattamento ansiolitico garantisce al paziente “ZERO DOLORE” 
  • Un impianto ben integrato non ha limiti di durata
  • L’ affidabilità dell’implantologia è provata da oltre trent’anni da studi clinici e sperimentali arrivando a percentuali di successo intorno al 95%. 
  • Con l’implantologia si puo’ sostituire anche un singolo dente, senza limare i denti naturali adiacenti
  • Oltre a preservare i denti limitrofi c’è un mantenimento dell’osso in corrispondenza degli elementi sostituiti da impianti che andrebbe altrimenti incontro a fenomeni di riassorbimento
  • Associando gli impianti alle protesi mobili tramite degli attacchi speciali, si riesce ad aumentare la stabilità di quest’ultime.
  • Non vi sono limiti di età, la fattibilità di un impianto dipende solo dalle condizioni di salute del paziente.
  • L’ intervento di implantologia viene effetuato in anestesia locale, la stessa che viene utilizzata per una estrazione dentale. 

Quali sono gli svantaggi dell’implantologia ?

1.Il primo svantaggio è rappresentato dalla necessità di eseguire un intervento chirurgico per inserire l’impianto dopo di che è necessario un periodo di attesa affinché avvenga l’osteointegrazione.Da molti anni
si eseguono,quando le condizioni ossee lo permettono carichi immediati cioè protesizziamo subito o es.postestrattivi cioè togliamo la radice naturale rovinata ed inseriamo l'impianto con una corona provvisoria immediatamente per risolvere es.esigenze estetiche ecc.

2.Il secondo svantaggio sono i costi maggiori rispetto a quelli delle protesi mobili parziali e totali.

Ci sono alternative agli impianti?

1.Le protesi totali mobili (dentiere):in caso di mancanza di tutti i denti in arcata. Il problema principale delle protesi totali specie in arcata inferiore è l’instabilità. Un altro problema legato a questa scelta terapeutica e che le protesi totali provocano un lento e progressivo riassorbimento delle ossa mascellari.

2.Le protesi parziali rimovibili (scheletrati o parziali in resina): in caso di mancanza di più elementi dentali nelle due  arcata. Il problema principale delle protesi parziali rimovibili sono i ganci che ancorano il dispositivo agli elementi dentari ancora presenti in arcata. Questi ganci trattengono placca e scaricano i carichi occlusali sui denti di ancoraggio con conseguente rischio di carie e problemi parodontali a carico di questi denti.  Anche in questo caso si ha un aumento del riassorbimento delle ossa mascellari nelle aree edentule.

3. Le protesi fisse ancorate a denti residui (ponti):soluzione terapeutica  indicata quando la salute parodontale di questi denti è buona. I denti di ancoraggio vengono preparati con delle frese e ciò comporta una riduzione del volume di dentina intorno al dente. I denti di ancoraggio andranno nella maggioranza dei casi devitalizzati perché la riduzione del volume di dentina causa un aumento della sensibilità dentale. Facciamo l’esempio della mancanza di un elemento dentale che presenta  vicino due denti sani in questo caso la soluzione più conservativa è quella di inserire un impianto; nel caso in cui gli elementi dentali vicini siano devitalizzati o presentino delle cure di grandi dimensioni la scelta terapeutica più corretta sarebbe il ponte per proteggere questi denti dai carichi occlusali e o fratture.

Protocolli operativi

L’implantologo crea una sede nell’osso del paziente attraverso una serie di frese calibrate, per inserire successivamente un impianto dentale.
Perché l’impianto si osteointegri è necessaria una buona stabilità primaria, mobilità nulla o dell’ordine di pochi micron.
Esistono due tecniche chirurgiche:

  • in due fasi con inserimento dell’impianto sottogengiva e successiva riapertura della mucosa dopo 2-3 mesi (avvenuta l’osteointegrazione).
  • in un’unica fase con l’inserimento dell’impianto,che viene lasciato trans-mucoso, (la testa dell’impianto emerge dalla gengiva), in questo caso l’impianto può essere caricato immediatamente con una protesi provvisoria  o si possono aspettare i 2-3 mesi (tempo necessario perché avvenga l’osteointegrazione) per poi passare alla protesizzazione definitiva.
  • A fine intervento verranno  messi  punti di sutura che saranno rimossi dopo 7-10 giorni.

Quanto dura l’intervento ?

L’intervento dura circa 20-30 minuti a impianto.
La durata è maggiore se necessario effettuare il rialzo del seno mascellare o una rigenerazione dell’osso mediante menbrane o innesti di osso proprio o omologo.

Quanto tempo occorre perché avvenga l’osteointegrazione ?

Dopo aver inserito l’impianto si dovranno aspettare 2-3 mesi, (in presenza di un adeguata quantità di osso),  perché si verifichi l’osteointegrazione.
I tempi di guarigione si allungano in caso di osso di scarsa qualità, in caso di innesti ossei e quando è necessario effettuare un intervento di rialzo del seno mascellare in arcata superiore.

Dopo quanto tempo si possono rimettere i denti ?

Trascorsi i due-tre mesi necessari perché avvenga l’osteointegrazione nella tecnica chirurgica a due tempi si esegue una seconda fase chirurgica più rapida e meno invasiva della prima, indolore perché  si effettua in anestesia locale, che serve ad esporre la testa degli impianti per poter posizionare la vite di guarigione necessaria a far maturare la gengiva intorno agli impianti.

A fine intervento i tessuti vengono suturati; le suture sono rimosse dopo7-10 giorni .

Trascorsi  15 giorni si passa alla presa delle impronte per iniziare la riabilitazione protesica.

Dopo una prova metallo e una della ceramica c’è la consegna del manufatto protesico.

Nella tecnica chirurgica che prevede un unico tempo questa seconda fase chirurgica non è necessaria trascorsi 2-3 mesi dal primo intervento si passa subito alla presa delle impronte per realizzare il manufatto protesico definitivo.

Cosa succede se l’impianto non si osteointegra ?

  • Trascorsi 2-3 mesi il dentista valuterà clinicamente e radiograficamente se è avvenuta l’osteointegrazione.
  • Nel caso in cui l’ impianto non sia stabile viene rimosso e sostituito nella stessa seduta, (se le condizioni dell’osso lo permettono), con un altro di dimensioni maggiori.
  • Quando le condizioni dell’osso non lo permettono sarà necessario aspettare la guarigione dell’osso e della gengiva (2-3 mesi) prima di poter inserire un nuovo impianto.

L’intervento di implantologia è doloroso ?

  • Prima di sottoporsi all’intervento al paziente sarà dato un protocollo pre- chirurgico che prevede l’ assunzione di un antibiotico e di un antiinfiammatorio-antidolorifico.
  • Durante l’intervento il dolore si combatte con l’anestesia.
  • Dopo l’intervento basterà che il paziente segua le istruzioni post-intervento per ridurre al minimo il dolore.

Istruzioni post-intervento:

Seguendo questo protocollo il dolore post-operatorio può essere controllato e le complicanze ridotte al minimo.

  1. Il paziente deve continuare la terapia con antibiotico e antiinfiammatorio seguendo le indicazione del medico.
  2. Fare sciacqui con un colluttorio a base di clorexidina allo 0.12% 2-3 volte al dì per 7-10 giorni.
  3. Mangiare cibi liquidi e fredda nella prima- seconda giornata dopo l’intervento.
  4. Evitare movimenti di massima apertura della bocca.
  5. Limitare gli sforzi fisici.
  6. Limitare il fumo di sigaretta.
  7. Dormire con due cuscini sotto la testa.
  8. Non preoccuparsi se compare gonfiore o edema nella zona dell’intervento sarà massimodopo 24-48 ore, per poi regredire progressivamente.
  9. Nelle prime ore dopo intervento fare impacchi con il ghiaccio, e se c’è sanguinamento nella zona dei punti  di sutura evitare di sciacquare a lungo la bocca ed esercitare una leggera pressione con una garza bagnata per consentire la formazione del coagulo.
  10. Per i primi 7-10 giorni dopo l’intervento i pazienti portatori di protesi mobili non potranno usarla per masticare.
  11. Prima  di poterla indossare di nuovo dopo l’intervento la protesi dovrà essere ribasata e modificata dal dentista per non ostacolare l’osteointegrazione dell’impianto.

Quanto durano gli impianti ?

Gli impianti correttamente posizionati possono durare tutta la vita (gli studi più lunghi hanno 25-30 anni).
Il rischio più grande che corrono gli impianti è dato:
Dalla periimplantite, ossia un’infiammazione dell’osso e della gengiva intorno all’impianto che se non correttamente trattata può portare alla perdita dell’impianto.
Causata da uno scorretto carico degli impianti con corone e protesi che possono creare un riassorbimento osseo nel tempo da una cattiva igiene e questo andrebbe valutato prima se es. un bruxista,un forte fumatore o poco motivato all'igiene dentale.   

Per ovviare a tali complicanze è necessario:

  • una corretta igiene orale domiciliare.
  • controlli periodici dal dentista (2 volte l’anno).
  • igiene orale professionale (almeno una volta l’anno).
  • Fumare meno di 10 sigarette al giorno.
  • I lavori di impianto-protesi eseguiti nel nostro studio hanno una garanzia di 10 anni se il paziente si sottopone hai controlli periodici gratuiti.

Esiste la possibilità di rigetto di un impianto ?

La risposta è no.

Nel nostro organismo quando è presenta un corpo estraneo nel quale ci sono delle proteine si può verificare una reazione immunitaria (antigene-anticorpo) detta reazione di rigetto.
Nel caso degli impianti la reazione di rigetto non può avvenire perché gli impianti non contengono proteine sono infatti realizzati in titanio puro o in una lega di questo metallo.
L’insuccesso degli impianti che avviene nel 3-5% dei casi è legato alla mancata osteointegrazione,  talvolta si forma tessuto fibroso attorno all’impianto e si parla di fibrointegrazione. 

Chi può affrontare un intervento di implantologia?

La risposta è quasi tutti i pazienti.
Il dentista dovrà valutare le condizioni di salute generale del paziente,( nella prima visita il paziente sarà invitato a compilare un questionario anamnestico), dell’osso disponibile in altezza, larghezza, lunghezza e forma e le motivazioni del paziente.

Controindicazioni al trattamento sono rappresentate da:

  1. Gravidanza
  2. Periodi di forte stress
  3. Terapie farmacologiche(anticoagulanti,immunosoppressori,bifosfonati)
  4. Gravi anemie e alterazioni delle difese immunitarie(diabete scompensato)
  5. Nei pazienti con malattie cardiocircolatorie i rischi dell’ intervento vanno valutati insieme al cardiologo
  6. Patologie a carico delle ossa(grave osteoporosi)
  7. Bruxismo (digrignamento) o grave malocclusione
  8. Fumo (sopra le 10 sigarette al dì)
  9. Cattiva igiene orale.

Esistono limiti di età all’implantologia?

L’età non è una controindicazione all’uso degli impianti.
Non si possono fare impianti su pazienti giovani prima del completamento della crescita si consiglia di aspettare i  18-19 anni nelle femmine e i 19-20 anni nei maschi.

È possibile rimettere i denti fissi in un solo giorno?

Si in questi casi si parla di carico immediato.
Per  carico immediato si intende quando nella stessa seduta in anestesia locale, i denti vengono estratti, vengono posizionati  gli impianti e un ponte fisso provvisorio viene  avvitato sugli impianti.
È sempre possibile?

Il carico immediato è possibile quando:

  1. è  presente una buona quantità di osso,
  2. gli impianti hanno una buona stabilità primaria dopo l’inserimento,
  3. c’è un buon supporto gengivale,
  4. il paziente non soffre di bruxismo (digrignamento) o grave malocclusione,
  5. c’è un buon bilanciamento occlusale.

Se mancano queste condizioni è meglio procedere secondo il protocollo convenzionale estrarre i denti, posizionare gli impianti aspettare l’osteointegrazione prima di realizzare la protesi.Il paziente non rimane senza denti dopo l’intervento ma indosserà una protesi provvisoria mobile realizzata prima dell’intervento.

Impianti post-estrattivi o immediati vantaggi e svantaggi ?

Per impianto immediato si intende l’estrazione di un dente e la sua sostituzione con un impianto nel medesimo intervento.
Nei casi di infezioni acute sarà necessario estrarre il dente aspettare la guarigione di osso e gengiva prima di poter inserire l’impianto.
Le percentuali di successo di un impianto immediato sono oggi sovrapponibili  a quelle che si ottengono seguendo il protocollo convenzionale che prevede l’estrazione del dente  l’attesa della  guarigione dell’osso e della gengiva nella zona dell’estrazione (2-3 mesi) prima dell’inserimento dell’impianto.
 Prima si pensava che i vantaggi dell’impianto immediato fossero la possibilità di mantenere la memoria dei tessuti molli e quello di limitare il riassorbimento del osso che avviene sempre in seguito all’estrazione di un dente quindi di non avere perdita di osso e gengiva nella zona di estrazione.
Oggi si pensa che i principali vantaggi di un impianto immediato siano due il primo quello di evitare il secondo intervento con il quale si va ad inserire l’impianto a distanza di 2-3 mesi dall’estrazione di un dente ( cioè la possibilità di ridurre le fasi chirurgiche) e il secondo vantaggio  quello di ridurre il tempo che intercorre tra estrazione e protesizzazione definitiva ( cioè la riduzione dei tempi di trattamento).
Questa scelta terapeutica può essere sempre adottata ?
La risposta è no.

Va limitata quando:

  • Ci troviamo in una zona estetica (perché non siamo in grado di prevedere come avverrà il rimodellamento osseo post-estrattivo e quindi la stabilità nel tempo di osso e gengiva),
  • lo spessore dell’osso è scarso,
  • il sito post-estrattivo non è ben conservato,
  • sono presenti processi infiammatori acuti endodontici e parodontali,
  • il paziente ha un biotipo gengivale sottile,
  • il paziente  scopre molto i denti e una parte della gengiva quando ride,
  • la salute parodontale dei denti vicini non è buona.

È un intervento che va realizzato da un dentista esperto perché presenta maggiori difficoltà tecniche, legate alla gestione più complessa dei tessuti molli, difficoltà ad ottenere la stabilità primaria dell’impianto e difficoltà nella scelta dell’asse di inserzione e nel corretto posizionamento dell’impianto.

I sistemi implantari sono tutti uguali ?

La risposta è no.
La diffusione degli impianti ha fatto sorgere centinaia di marche diverse ma solo una decina sono supportate da una adeguata evidenza scientifica e sperimentazione clinica a lungo termine che fa si che siano riconosciute in tutto il mondo,(ad esempio impianti Straumann, Nobel Biocare Ag ,Dentsply implants ,Biomet 3i, Zimmer dental ecc.).

Si stà diffondendo in Italia il fenomeno degli impianti low cost che non hanno sufficiente documentazione e sperimentazione e punta su prezzi più bassi. 

Vedi alcuni esempi di impianti realizzati

Vedi alcuni esempi di protesi realizzate